Il Tirreno

Becagli presenta il più grande impianto a biomasse della Toscana
18/10/2010 – 18:14

 

Un impianto da 1 megawatt che produrrà elettricità dall’attività agricola: è l’impianto a biomasse agricole più grande della Toscana, che fornirà energia elettrica a 2.500 famiglie grossetane. Ne sono artefici orgogliosi gli imprenditori Mario Becagli con suo figlio Tommaso, che lo hanno collocato all’interno della propria tenuta San Lorenzo, alle porte di Grosseto. Una vocazione agricola con particolare attenzione all’energia “verde”, una passione che unisce i Becagli padre e figlio, noti imprenditori di origine pratese impegnati nel tessile in diverse aree della Toscana, tanto da far loro eleggere la Maremma a territorio dove trovare un delicato equilibrio tra presente e futuro, precisamente nella loro Tenuta San Lorenzo, 500 ettari di verde, situata a 2 chilometri da Grosseto, tra la Trappola e Principina.
Ecco dunque nascere la decisione di scegliere un rivoluzionario impianto a biomasse agricole  da 1 megawatt, il più grande della Toscana, che produrrà elettricità dall’attività agricola, 8 milioni e mezzo di kilowatt e coprirà il fabbisogno di 2.500 famiglie grossetane all’anno, con un evidente risparmio economico e al contempo di salvaguardia dell’ambiente. “E’ per noi un’importante sfida – ha dichiarato il giovane Tommaso Becagli, Amministratore Unico della società San Lorenzo Green Power S.r.l. – per mantenere in attività questa proprietà che mio padre acquistò molti anni fa, in un periodo come l’attuale dove l’agricoltura soffre a causa della forte crisi. L’idea di entrare nel campo delle rinnovabili ci è sembrata l’unica alternativa percorribile per dare un futuro a questa azienda  e poter diversificare l’attività”.
Tommaso Becagli ha poi precisato che l’impianto a biomasse agricole  ben si colloca nello scenario agricolo della fattoria e non sostituirà le altre coltivazioni, bensì sarà ad esse complementare. Alla fine della lavorazione non vi saranno scarti, poiché i residui saranno riutilizzati come concime nei terreni dell’azienda. L’impianto, la cui entrata in funzione è prevista a breve, sarà ad impatto zero sia per ciò che concerne l’inquinamento acustico che quello atmosferico.
“Oltre alla soddisfazione di aver ridato un certo impulso al nostro territorio e alla sua identità – ha spiegato Tommaso Becagli – minacciati da questi anni di crisi del settore agricolo italiano, siamo riusciti a fornire occupazione a molte ditte dell’area a livello di indotto. L’atmosfera in azienda, inoltre, è positiva: il nostro personale è partecipe delle attività e condivide con noi i progressi ed i successi”.